Groddek ha messo in rilievo la possibilità che il protagonista di un romanzo sia l'Es. Ma esiste un Es anche per le teorie? E se sì, non è importante anche esprimerlo? Se le teorie hanno un loro mondo sotterraneo, esprimerle significa dar voce e figura a questo mondo. Per farlo la sede più adeguata non è il saggio dottrinale, la tesi-studio che conosciamo sin dai tempi della scuola o dell'università. Questa è solo una possibilità espressiva, e per altro una possibilità ridotta; in quanto lascia fuori dalla sfera dell'espressività quasi i tre quarti del lavoro che porta ai risultati teoretici finali.
Gli studenti, da una teopoietica, dovrebbero ricevere più stimoli a vivere l'attività di pensiero in quanto tale, piuttosto che imparare tecniche per schedature e citazioni di libri. Dovrebbero avere più spinte ad addestrare la loro particolare individualità teoretica.
Una tesi che sia sostenuta in accordo al proprio vissuto, filtrato attraverso lo slancio della dimensione narrativa e poetica, conta di più di una tesi fondata su una solida lettura e schedatura di libri, su grande abbondanza e pertinenza di citazioni e su un'ampia bibliografia. La prima insegna a pensare in relazione alla vita, — il vero pensiero — mentre l'altra solo a usare i ferri di un mestiere che molto probabilmente non si farà.
Quanti sono quelli che dopo il diploma o la laurea scriveranno ancora delle tesi-studio? Pochi! Solamente quelli che vorranno intraprendere la carriera universitaria e pochissimi altri. E di tutti i rimanenti che ne sarà...? Essi avranno bisogno di ben altri supporti per misurarsi col grande oceano della vita, dove pensare sulle cose per capire e capirsi, fare e saper fare sono gli scottanti requisiti che si richiedono. Sono requisiti di saggezza, i soli che contano per la stragrande maggioranza, e gli unici indispensabili a tutti, specialisti e non del mondo della ricerca. La teoresi non insegna questo: ci ha provato forse da sempre con le varie ripercussioni sulle filosofie della prassi ma non c'è riuscita. Quelli che hanno imparato davvero a pensare in relazione alla vita è perché le vicissitudini dell'esistenza hanno fatto incontrare loro il vero volto del theoréin.
INDIETRO
Home
Un rapido sguardo
Considerazioni preliminari
Dei principi
Frammenti di pensiero poetante
Un esempio completo di Teopoietica
La coscienza pura
Lo scarto fenomenologico (parte prima)
Lo scarto fenomenologico (parte seconda)
Narrazione fenomenologica e specificità della filosofia
Socrate nell'agorà
La coscienza: conoscenza ed autocoscienza
La favola come incarnazione dell'idea
Nessun commento:
Posta un commento